At home



"Memoria, identità, natura perturbante sono i temi della recente produzione di Ivana Bukovac, rilevati dalla stessa artista quali oggetto della sua attuale esposizione. Si tratta di motivi interdipendenti tra loro: la ricerca dell’identità per un artista come lei che da anni vive fuori dalla sua patria, è scontato che debba trovare riscontro in una memoria allo stesso tempo individuale e collettiva che la conducano a mettere più obbiettivamente a fuoco situazioni e vicende di un recente o più lontano passato, valide per affrontare il presente e il futuro.

La natura perturbante è sicuramente determinata dal ricordo rivolto a un passato duro e spesso drammatico dove le popolazioni che anno vissuto tali esperienze si sono contrapposte spesso in termini accaniti e violenti, dove i sopravvissuti  in una geopolitica in apparente continua mutazione che si è venuta a configurare in tutta l’area balcanica, ancora ne evidenziano le tracce e le ferite.
Effettivamente la magnifica area che si propone sull’altra costa adriatica dirimpetto a quella italiana inoltrandosi dalla Grecia e dall’Albania fino a quello che era l’ex Impero Austro-Ungarico verso la Romania e la Bulgaria +, storicamente ha rappresentato un crogiolo di culture di scambio fondamentale per l’Europa che possono ancora oggi riassumersi nel prorogarsi delle tre grandi religione più diffuse nella zona, da quella cristiana a quella greco-ortodossa, a quella islamica. Il che ovviamente implicherebbe considerazioni più approfondite sulle origini di tali culture destinate a un continuo e proficuo scambio oggi ancora molto in voga e sentitamente attuale, tra oriente e occidente. A tal proposito risulta calzante la massima  nella parte centrale del pavimento dell’emblematica chiesa veneziana di Santa Maria della Salute, unde origo inde salus, dove c’è l’origine, li c’è la salvezza che assume una valenza antropologica di carattere lenitivo.

La citazione latina torna utile per focalizzare l’esatta cifra dell’attuale proposta di Ivana Bukovac volta a recuperare con una raffinata e colta  pittura, nonché grazie all’ideazione delle sue installazioni pensate appositamente  per SpaziOfficina, il senso di un infanzia vissuta accanto a guerriere e solide figure femminili , inedite modelle vestite ora con gli abiti della milizia partigiana, ora rapprese nelle più consuete  ed  eleganti vesti folkloristiche della tradizione serba, ricche di ricami e trine. Aspetti particolari e pregevoli di cui tale tradizione , assieme alla raffinata manifattura dei tappeti pure citati nei suoi dipinti, è stata esemplarmente produttrice. 

La sapiente pittura di Ivana Bukovac incornicia l’immagine tra gli arcaici simboli che l’autrice dimostra di conoscere bene e in questo contesto di voler citare. Nel suo caso, inoltre, l’utilizzo di una proposta frontale dei ritratti che tanto ricordano in una resa formale contemporanea, le antiche icone bizantine, cosi care, ad esempio, seppure in una proposta cromatica diversa, al Malevic distante dai furori avanguardisti e precisamente prima, ma anche dopo, rispetto alla realizzazione del “ Quadrato nero sul fondo bianco “ dove tendeva ad annullare ogni rappresentazione pittorica alla quale, di fatto, non riuscì mai a rinunciare. 

I colori utilizzati dalla Bukovac sono colori caldi, accattivanti, stessi sopra linee di un disegno che la nostra autrice denota di padroneggiare bene e che nella resa pittorica  che vi si sovrappone in termini calibrati non riusciamo più a scorgere, se non dopo un ‘attenta lettura. Interessanti i passaggi tonali medianti attraverso una scrupolosa assimilazione della pittura veneta, quasi approfondita, nel suo caso, tramite il rimando al determinante influsso nordico fiammingo, vedi lo spiccato interesse per il “ particolare “. E in effetti se si confronta la definizione di certi dettagli come quelli rappresentati dai ricami e dai merletti cosi minuziosamente delineati, ci si può più facilmente rendere partecipi di tali associazioni che rendono la pittura ancora più precisa e raffinata.

Ivana Bukovac non si limita tuttavia a ridurre la sua ricerca unicamente in chiave pittorica e a dimostrazione e a dimostrazione che i contenuti, le idee portanti del suo messaggio sono più rilevanti dei media e delle forme adottate per esprimerle, accompagna la rassegna con una serie  di originali disegni che rappresentano la scrittura più immediata del suo pensiero, a installazioni in cui ricorre all’industriale  vetroresina trattata preziosamente quasi a fare il verso all’antica tecnica muranese del vetro soffiato  per la realizzazione dei prototipi delle tipiche pantofole che usava da piccolina nella sua terra natale tramite le quali sembra voler ancora rimarcare  il forte legame tra passato e presente e nello spostamento a Venezia, tra culture per lei cosi essenziali e complementari.

L’artista corona questa sua prima personale con delle opere realizzate in un ordito all’uncinetto dove assembla insieme ciocche di capelli di persone diverse, assegnando a questo suo intervento una concezione rituale quasi magico-culturale, volendo cosi sottolineare nel loro possesso una forte identità di appartenenza e di ricordi che si intrecciano riconducendo alla fine all’essenza di un’unica e fondamentale memoria. Con tale proposito l’autrice chiude il cerchio dell’attuale rassegna ricollegandosi ancora, comunque, al valore già  enunciato e implicito nei suoi dipinti , intrisi in un ‘analoga, aperta e coinvolgente dimensione poetica." 

Saverio Simi de Burgis

Exhibition "The wall of memory", Atrium Gallery Belgrade City Library



"lvana Bukovac, who graduated from the academy of fine arts in Venice painting department, under profesor Carlo di Raco from 23th september to 10th october, she had a solo exhibition of paintings ,"Wall of recollection", at the Atrium the library of the Belgrade city, where she presented her latest works, 19 Oil paintings, large , medium and small size and 3 exhibits in glass cases (works or’ braided hair of different people and one work — clogs in acrylic and brass).

Ivana Bukovac was born in Krusevac,in Serbia, and lives and works in ltaly. She had exhibited in the numerous group exhibitions abroad and 3 solo exhibitions in Italy and she won first prize at the international competition in Gorica. In the library of the Belgrade city, author was first exhibited in Belgrade she was presented with female portraits in which the frontal painted women colorful traditional costumes, rich expressive color palette of warm colors. Folk costume on her paintings is explored on painting way to the smallest details which is especially noticeable on a colorful, filigree to the details on the white lace and jewelry.

The exhibition offered a lot of interest and best praise and compliments for the excellent setting of many visitors of the Atrium gallery. She was media well noticed and followed. For this exhibition, Ivana Bukovac, has appeared as an author 3 times on television: on Radio television Serbia— "Beooult" from the culture, "Serbia online”, morning show of television ,"StudioB". She had remarkable interview in the daily newspaper, "Politics", "Blic” and "Blic women."

Ivanka Lazovic , curator of the exhibition

Exhibition "Nameless" Gallery of the Culture Center City



"Namless" (srb: Bezimena) a special multimedia exhibition of her latest work is a result of an artistic research of the individual identity and its fragile nature. Individual identity can be observed as an entity bulit by various elements, those concerning persons inner being, but also the ones dictated by the enviroment. 

Bukovac is successfully visualizing that entity by creating enigmatic portraits which both can suggest and negate ethic and gender identity trough the elements of folklore costumes and undefined facial features, which can seem familiar but are not completely defined in the paintings. Besides the paintings, the collision of identities is presented trough a very interesting artistic object, done in a very traditional technique but with a very untradtional material instead, which must be surprise until the opening night, but is literally connected to one's identity.

The sound of the audio installation, realized in collaboration with the experimental musician Dejan Subotić, which in the style of roll-call participates in the process of destabilization and negation of identity, suggests possible answers that still resist the ambiguous nature of the image, symbolizing the struggle within oneself, and the difficult creation and design of the individual identity."

Culture Center City, Belgrade, Serbia.